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STS HOLDING - H2h

Un sistema integrato che attraverso l’uso di tecnologie mobile combinate con la potenza dei sistemi NFC semplifica, ottimizza e automatizza tutto il ciclo manutentivo di qualsiasi infrastruttura!

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STS - H2h

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venerdì 7 luglio 2017

5 MOTIVI PER CUI LA GESTIONE PATRIMONIALE AIUTA IL BUSINESS


Nonostante le grida che si diffondono per l’abbondanza di tecnologie nel settore dell’asset management degli ultimi anni, molte aziende continuano a gestirli con fogli excel più che inadeguati, carta e penna, e altre pratiche manuali utilizzate per tracciare e rintracciare gli asset.
Soprattutto le PMI, con metodi di contabilità scarsi e inefficienze operative, non più di questo mondo, rappresentano ancora oltre il 75% di quelle realtà che non sono in grado di superare un audit per la loro gestione patrimoniale.
Un effetto collaterale garantito derivante dalla gestione di un business senza un adeguato sistema di gestione produce “asset fantasma”. Quandunque un elemento patrimoniale fisso (una macchina, un’attrezzatura, o altri elementi tangibili ed itangibili che le aziende utilizzano per realizzare il loro fatturato e la loro attività) va perduto o diventa inutilizzabile prima della fine della loro “vita utile”, diventa asset fantasma. Questo, proprio come lascia pensare il nome, non risulta facilmente evidente, ed inoltre i possibili effetti di continuare a considerarlo parte dell’inventario possono condurre a danni nel bilancio e nel risultato aziendale.
Gli “asset fantasma” vengono creati in una miriade di modi, ed è fondamentale e necessario ricostruire e comprendere come viene gestito ciò che spesso è l'investimento più grande e più prezioso della vostra azienda, soprattutto se si utilizza ancora un sistema manuale.
Ma ricostruire i problemi, una perdita alla volta, manualmente, è troppo costoso e richiede molto tempo. Probabilmente è necessario voler considerare altre opzioni per mettere a punto ed incorporare soluzioni più complete.
Qui ci sono cinque modi di gestione del risparmio di risorse eliminano asset fantasma:

1. TRACCIATE LA POSIZIONE FISICA DEI VOSTRI IMMOBILI
Troppo spesso le aziende utilizzano un approccio decentralizzato per il carico e lo scarico delle loro risorse. Raramente queste pratiche portano ad asset che sono dove dovrebbero essere, quando dovrebbero essere lì.
Ci sono due ragioni comuni per i beni mancanti: errore di registrazione e furto. Entrambi questi fattori sono del tutto eliminati con un sistema di tracciamento (di solito basato su una tecnologia a barre o RFID o, meglio ancora, NFC) che può rivelare chi ha controllato l’asset, quando lo hanno fatto (data), dove era l'articolo quando lo hanno controllato, ovvero quando si prevede debba essere restituito o ricollocato a “scaffale”.
Mentre la dimenticanza e la cattiva comunicazione/registrazione possono portare a risorse mancanti, si sono verificati negli Stati Uniti soltanto segnalazioni di immobilizzazioni rubate il cui costo ha raggiunto 1 miliardo di dollari l'anno.
In questo senso è importante assicurarsi che nessuno, nemmeno i dipendenti , possa prendere delle attrezzature a piacimento.
(Inoltre, i costi delle risorse fantasma contribuiscono solo all'onere finanziario di un'impresa.)

2. ELIMINARE GLI ERRORI CARTACEI
Gli errori relativi alla posizione fisica dei vostri beni sono una cosa da considerare, ma gli errori legati a problemi di processo (lavoro) possono essere egualmente problematici. Anche i contabili e i revisori più esigenti sono soggetti ad errore quando sono costretti a utilizzare i fogli elettronici come strumento principale per la raccolta della consistenza dei beni. Gli studi dimostrano che l'88% di tutti i fogli di calcolo contengono errori. Un punto decimale o una virgola nel posto sbagliato possono causare errori contabili, per non parlare di risorse erroneamente annotate o dimenticate sul totale del registro.
Gli errori di lavoro e processo come questi non solo creano “beni fantasma”, ma “beni zombie”, beni che appaiono sul tuo posto di lavoro, ma non hanno alcun record nei file o sui moduli di contabilità.
Con un software di gestione, ogni attività, sia materiale che immateriale, sia per l'ufficio che semplicemente per una cartella di documenti importanti, ha un record digitale (completo di etichetta di tracciamento, note relative agli orari di manutenzione, foto e altre informazioni che ritieni necessarie) Non verrà smarrito o malinteso.
SUGGERIMENTO: ci sono molti software di asset management disponibili all’acquisto, che consentono di implementare le migliori pratiche per aiutare l’azienda a crescere e ottimizzare i processi. Tra questi h2H di STS, il nostro partner, è sicuramente all’avanguardia.

3. CALCOLARE CORRETTAMENTE IL DEPREZZAMENTO
Un altro modo col quale  i beni fantasma si nascondono sul tuo libro cespiti è quando le immobilizzazioni sono svalutate in modo errato. L'ammortamento è la riduzione del costo registrato di un'attività, corrispondente al costo delle entrate generate dall'attività.
A seconda di quale tipo di metodo di ammortamento si utilizza, l'attività diminuirà finché non abbia raggiunto la fine della sua vita utile, a quel punto, è il momento di acquistarne una nuova.
Se l'ammortamento di un'attività non viene monitorato o viene calcolato in modo non corretto si rischia di pagare, tramite l'assicurazione o le tasse, più di quanto si dovrebbe.
Un sistema di gestione delle risorse adeguato vi permetterà di inserire tutte le informazioni necessarie per il deprezzamento dell'attivo nel sistema (come il costo originario, il metodo di deprezzamento e il valore di salvataggio) e invierà avvisi ogniqualvolta la tua attività raggiunge la fine della sua vita utile o richiede manutenzione ordinaria necessaria per mantenerlo in perfetta efficienza.

4. PERMETTE LA GESTIONE MOBILE E CLOUD
Sempre più persone stanno lavorando con i loro telefoni e dispositivi mobili, tanto che più di ⅔ delle PMI ammette che sarebbero perdute senza tecnologia wireless. La gestione degli asset può essere effettuata anche tramite dispositivi mobili, utilizzandoli per la scansione e la sincronizzazione con il database degli asset centralizzato. Si tratta di un vantaggio enorme per coloro che vogliono risparmiare tempo ed eliminare gli errori provenienti da omissioni per l’attesa di caricare le informazioni tramite un computer convenzionale.
Il 94% dei lavoratori che utilizzano dispositivi mobili concorda sul fatto che il loro cellulare li rende più efficienti.
Se stai controllando le immobilizzazioni (asset) con penna e carta, i tuoi record potrebbero essere “scaduti” prima della fine della rilevazione sulla carta!
Il cloud computing consente l’aggiornamento istantaneo e permette ai dipendenti ed ai manager di coordinarsi e collaborare in tempo reale.

5. ASSICURA CONTINUITÀ
La continuità significa due cose in questo contesto.
Si riferisce alla continuità tra l’allineamento dell’inventario e gli audit, cosa importante soprattutto per continuare a far crescere la tua attività. La verifica dell’inventario richiede, infatti, tempo, ma anche il conteggio degli articoli, e la loro numerosità e valore (!)può cambiare prima che si sia finito di scrivere.
Un'altra considerazione importante riguarda la continuità nel personale. Se le persone responsabili dell'inventario delle immobilizzazioni cambiano incarico o vanno in vacanza, non ci sarà alcun calo del rendimento del processo quando un nuovo impiegato entra in carica.
I vantaggi di non avere asset fantasma sono enormi. Si pagheranno le tasse sulla proprietà ridotta, verrà pagato un premio corretto per un’adeguata copertura assicurativa, si libererà più capitale per le spese future e sei al riparo da infrazioni di Legge.
Abbiamo affidato il commento finale a questo “pentalogo” a Heros Gaballo, amministratore di STS: “Piuttosto che assumere avvocati, società di contabilità, esperti IT e dipendenti che non commettono mai un errore o non rubano (questo è un compito impossibile, ndr) è possibile trovare una soluzione olistica aggiornando il software di asset management”. Gaballo ritiene e ha provato con i suoi clienti che: “i record accurati, i metodi contabili corretti e la continuità nei libri della società si ripagano nel breve periodo, ma portano grandi vantaggi soprattutto nel lungo periodo”.

Provate a immaginare in che modo l'implementazione di un sistema di gestione degli asset e delle scorte può aiutare la vostra azienda evitando asset fantasma o beni zombie in futuro….




lunedì 19 giugno 2017

Quanto valore c'è in una bolla di intervento? L'effetto leva finanziario di un tecnico


I dati a disposizione nel momento dell'intervento possono trasformare una semplice bolla di lavoro in un potente strumento finanziario.
Questa è la base del ragionamento che rende l'informazione e il suo trattamento successivo un valore per il manutentore e per il detentore del patrimonio.
Ma come si ottiene e come si tratta questo "tesoro"?
Partiamo dalla ...coda, e vediamo la differenza tra un intervento "standard" ed un intervento "top".
Se l'impiegata riceve una bolla di lavoro da "caricare nel sistema" dove è riportato: "verificato compressore, cambiato filtro olio, caricato 25 kg di R404a, 3 ore di lavoro", a conti fatti, nel migliore dei casi, avrà prodotto una fattura per il cliente che, riportando le stesse cose, riporta un totale di 800 euro che il cliente pagherà mal volentieri come un disturbo necessario.
Se, invece, il tecnico avesse avuto a disposizione un dispositivo mobile con un gestionale di Asset control, e un Tag NFC sul luogo dell'intervento, l'indicazione disponibile della storia di quell'attrezzatura, nella scrittura e preparazione della bolla (virtuale) avrebbe potuto sostanziare con i dati reali dell'affidabilità residua della macchina una richiesta di sostituzione o manutenzione addizionale, che, per la proprietà, avrebbe comportato:
- una riduzione della possibilità di fermo macchina
- una possibile riduzione dei consumi
- una valutazione obiettiva (serenità nel procedere all'investimento) del problema
- una rapidità decisionale utile alla continuità aziendale
Per il fornitore di servizi, dare corpo e sostanza alle proprie valutazioni, gli permetterà di:
- contrattare condizioni finanziarie migliori per i pagamenti
- decidere, ad esempio, la realizzazione di un magazzino in proprio di ricambi o in conto terzi
- disporre di ricambi utili già in fase di analisi preliminare del possibile intervento a chiamata
- miglior gestione della manutenzione, con elementi di produttività
- etc
"In STS, grazie ad un passato ed un presente di project management nella manutenzione degli assets strategici di imprese globali, abbiamo sviluppato una certa sensibilità al problema della non adeguata gestione del valore delle informazioni di una bolla di lavoro" ci fa sapere Stefano Rombi, direttore commerciale di STS. "Tutta la nostra esperienza l'abbiamo messa a valore in un prodotto, h2H, che, crediamo, abbia realizzato uno strumento che consente, in collaborazione con il cliente, di realizzare gli obiettivi gestionali partendo da ogni più piccolo intervento".
Insomma, un buon tecnico, accompagnato da un buon sistema di Asset Management, è indubbiamente un teamwork vincente.
La Redazione

Il mercato industriale degli accessi elettronici varrà 1,3 miliardi di dollari nel 2023. Opportunità per NFC


Secondo il report delineato dalla nuova ricerca di mercato "Industrial Access Control Market by Component (Hardware (Card-Based Readers, Biometrics Readers, Electronic Locks, and Controller/Server), and Software), Service (Installation, Maintenance, and ACaaS), Application, and Geography - Global Forecast to 2023", verranno raggiunti 1.317,9 milioni di dollari con un fattore di crescita medio CAGR dell’ 8.33% tra il 2017 e il 2023.
L’applicazione nel mondo delle Utilities è il più importante fattore di crescita del mercato del controllo accessi, un settore che punta ad evitare problemi di sicurezza.
I Key players nell’ecosistema del mercato dell’industrial access control su cui il report si focalizza sono:
  • ·      ASSA ABLOY AB (Sweden),
  • ·      Johnson Controls International PLC (Ireland),
  • ·      dorma+kaba Holding AG (Switzerland),
  • ·      Allegion plc (Ireland),
  • ·      Honeywell Security Group (US),
  • ·      NEC Corporation(Japan),
  • ·      Bosch Security Systems Inc. (Germany),
  • ·      Identiv, Inc. (US),
  • ·      Siemens Building Technologies (Switzerland), and
  • ·      3M Company (US).

Il driver più importante per la crescita del mercato è l’elevata preoccupazione che si è ormai diffusa per la sicurezza dell’accesso ai dati delle applicazioni industriali a livello globale.
Ciò che ha colpito e sta influenzando in modo significativo il mercato è la paura di accessi incontrollati derivanti dal veloce sviluppo di nuove tecnologie e dal grande utilizzo di dispositivi read/write di tipo wireless nei sistemi di sicurezza, così come l’adozione di “access control as a service” (ACaaS).
I dispositivi elettronici per le “serrature” sono attesi crescere in modo esponenziale, guidando la crescita del mercato dei controlli di accesso industriali.
Questo specifico segmento è ritenuto essere quello a più alta crescita mel periodo tra il 2017 ed il 2023. I motivi sono legati alla riduzione dei costi, un’elevata convenienza nel non dover ricorrere a credenziali separate tra carte e dispositivi elettronici portatili di riconoscimento.
Quest’aspetto sarà quello che guiderà la crescita delle serrature elettroniche e del controllo accessi industriale.
La sicurezza intrinseca dei sistemi che lavorano con la tecnologia NFC potrà inserirsi con grande autorevolezza in questo contesto, contenendo fattori di intrinseca sicurezza che derivano dalla ridotta portata fisica della connessione, la garanzia di riservatezza e necessaria prossimità tra lettore e dispositivo data-content. 
"Associare applicazioni di "access control" a software di asset management incrementa ancor di più il valore dell'NFC" dichiara Heros Gabello, CEO di STS Holding, gruppo proprietario dell'applicazione h2H, una piattaforma di Asset management basata sulla tecnologia NFC. "Riteniamo che associare il controllo accessi alla gestione patrimoniale possa garantire ancor più valore agli asset della proprietà, in quanto vi è l'intrinseca garanzia di operazioni di management effettuate solo da competenze - ad esempio - certificate, qualificate con il controllo accessi".
Insomma, una crescita di mercato che viene ben vista da tutti i settori connessi al controllo degli accessi. 

La Redazione

lunedì 5 giugno 2017

Virtualizzazione e cloud computing per l'asse management. L'assenza di standardizzazione e la forza del risultato


Oggi proviamo a guardare al "problema" della gestione degli asset dal punto di vista dell'It manager, la figura alla quale il responsabile del bilancio sempre si rivolge con fiducia per intermediarie con la selva di numeri che vanno tipicamente gestiti per realizzare gli obiettivi aziendali.
Riconosciuto il valore intrinseco del "patrimonio", sempre per lo più indicato con il valore d'acquisto e con le quote di ammortamento di Legge, pochi ritengono di affidare la gestione di quel "problema" ad uno strumento capace di rendicontare le attività sul suo ciclo vitale a strumenti dedicati.
Sul mercato, infatti, gli strumenti di gestione degli asset sono disponibili da anni, trasversalmente riconosciuti come tool potenzialmente utili per rendere più efficiente la gestione degli asset in azienda. Eppure, raramente le loro implementazioni figurano tra le maggiori priorità tecnologiche, spesso rimandate da urgenze difficilmente prorogabili.
Da qualche tempo, questa impasse sembra, però, essersi sbloccata: richieste di conformità, budget ristretti e problematiche crescenti in ambito di sicurezza stanno, infatti, corroborando il mercato. 
I responsabili delle linee di business, inoltre, stanno avvertendo sempre più la necessità di gestire gli asset come business, calcolandone un chiaro ritorno sugli investimenti attraverso controlli più approfonditi, una maggiore visibilità dei processi e una gestione dei costi più trasparente.
Gli strumenti di asset management rispondono proprio a queste esigenze, offrendo la possibilità di conoscere in modo accurato tutte le risorse utilizzate in azienda: tipicamente, le maggiori suite in commercio forniscono, infatti, tutte le funzionalità per il discovery e l'inventario degli asset, raccogliendo informazioni dettagliate su attrezzature di ogni tipo, ma in particolare modo quelle utili alla "produzione"
I dati, immagazzinati in un repository, a sua volta consultabile per la generazione di analisi e integrabile con l'help desk o i gestionali aziendali, sono costantemente aggiornati e sincronizzati con tutte le modifiche apportate all'infrastruttura.
Conoscere in dettaglio le risorse disponibili in azienda ed essere in grado di accedere a queste informazioni, interrogando un repository, rappresenta uno stadio evoluto nella gestione degli asset, una situazione decisamente rara fra le imprese italiane. La maggior parte delle realtà nazionali, infatti, dimostra una scarsa conoscenza dell'installato oppure gestisce il parco macchine attraverso molteplici fogli di calcolo aggiornati manualmente.
Inutile dire che il passaggio a uno stadio di maggiore controllo sarebbe relativamente semplice e potrebbe garantire enormi benefici. Attraverso l'uso dei classici strumenti di asset management le aziende potrebbero, per esempio, disporre di informazioni essenziali per gestire la manutenzione ordinaria, per pianificare aggiornamenti hardware oppure per consolidare nuove installazioni e applicazioni, riducendo i costi dell'help desk, tagliando le risorse eccedenti, ridistribuendo gli asset, garantendo la compliance, allocando le macchine e il patrimonio in genere in modo appropriato e identificando quelle attrezzature che, ad esempio, causano problemi di sicurezza con onere diretto sull'imprenditore.
Ormai, gli strumenti disponibili, infatti, vanno al di là del semplice inventory e sono in grado di associare i diversi dati ai singoli utenti, alle garanzie, ai contratti di manutenzione, agli accordi di noleggio e alle chiamate all'help desk, supportando i responsabili It e finanziari nella gestione dell'intero ciclo di vita degli asset.
L'architettura che oggi si richiama al cloud computing è un composto di grid computing (la replicazione delle risorse per garantire l'alta disponibilità), utility computing (l'uso e consumo delle risorse secondo un modello pay as you go), orchestration (l'automazione della configurazione e dell'interconnessione delle risorse) e virtualizzazione (l'astrazione delle risorse dall'hardware che le mette a disposizione). 
La flessibilità che la virtualizzazione introduce permette di realizzare infrastrutture cloud molto semplici, potenti ed economiche.
Non di meno la virtualizzazione è una tecnologia ancora nuova, in continua evoluzione; le soluzioni a tag Rfid o NFC come h2H di STS permette di accedere al mondo del clou computing con soluzioni tailor made, adeguate ad ogni settore.
Unico neo in questo percorso evolutivo è la carenza di standard di interoperabilità e di modelli condivisi per il calcolo delle performance, la totale assenza di strumenti evoluti di automazione, e molto altro, che rende ancora la virtualizzazione uno strumento per early adopter che, però, riescono a beneficiare di notevoli vantaggi competitivi rispetto ai competitori.
"Siamo in una situazione un cui la tecnologia rende possibile il salto di qualità per ogni funzione aziendale che deve occuparsi, operativamente e strategicamente, di asset management - sostiene Heros Gaballo di STS. I prodotti come h2H, nitidamente cloud e organicamente sviluppati per la virtualizzazione tramite i tag NFC, possono sostenere questa transizione".
STS si propone come interfaccia e tester per la realizzazione di quella standardizzazione che, a cavallo tra funzioni aziendali, deve trovare una sintesi avanzata e utile al gestore di bilancio, creando alleanze con gli IT manager e direttori finanziari utile per massificare la forza del cloud computing sviluppabile con la virtualizzazione.
La Redazione

lunedì 3 aprile 2017

Geo-localizzazione passiva: poco costo molta resa


Uno dei problemi che spesso si pone quando si gestiscono numerosi asset "movibili" è ....sapere dove si trovano.
Quando ci si trova in un ambito confinato, all'interno di un edificio, se non si dispone di una piattaforma di geolocalizzazione basata su algoritmi di triangolazione di segnali e antenne diffusi e generati dai nostri asset, la gestione diventa complessa.
Ma, approfittando di una mappa (o layout) anche tridimensionale sul quale realizzare un set di coordinate di riferimento, possiamo, con l'ausilio di un "geo-tag" NFC produrre un accoppiamento sicuro tra il nostro asset "movibile" e la sua localizzazione.
Con un Software di gestione che proponga un passaggio obbligato di localizzazione dell'asset, la certezza di un archivio ben organizzato che ci porti velocemente ad individuare tutte le proprietà è possibile a basso costo.
I passaggi sono semplici.
Utilizzeremo i Tag NFC (che chiameremo "geo-Tag") memorizzando al loro interno i dati di posizione che avremo definito sul layout del nostro edificio, con coordinate di tipo geometrico (in metri da un punto di riferimento), o per riferimento pratico ("magazzino 1", "locale macchine", etc).
Anche la dimensione verticale è così facilmente gestibile.
In un immaginario supermercato a due piani, il "geo Tag" potrebbe dirci, in lettura: C1, L10, P2..... Traduzione (conoscendo la mappatura della proprietà): Corsia 1, Lampada 10 al Piano 2.
Potremo piazzare tanti "geo Tag" quanti necessari per creare un reticolo di riferimento.
Dunque, se nel software associato al posizionamento di un asset, dopo averlo "nominato", si obbliga al passaggio di lettura del "GeoTag" associato, saremo certi della gestione intelligente e georeferenziata da parte del personale preposto.
Certo, se gli asset saranno movibili e senza vincoli alla loro posizione, c'è il rischio che qualcuno li possa spostare, perdendoli.
Un buon lucchetto è quanto basta!
La Redazione

lunedì 13 marzo 2017

L’Enterprise Asset Management come fattore di successo gestionale e di sostenibilità



Gestione patrimonio tecnologica
Per tutte le organizzazioni, sia pubbliche che private, gli asset generano (o possono generare) valore perché sono il punto di partenza per fornire ai propri clienti o interlocutori il servizio o il prodotto atteso.
Gli asset, tangibili e intangibili, devono essere opportunamente gestiti per garantire la soddisfazione degli stakeholder e la vita stessa dell’organizzazione.
Gestire gli asset significa individuarli, definirne le caratteristiche, selezionarli, acquisirli se necessario, svilupparli, mantenerli in efficienza, curarne il fine vita e la sostituzione.
Da una corretta gestione degli asset deriva maggiore capacità di allocare investimenti dove maggiormente produttivi, di assumere decisioni sulle direzioni di sviluppo, di pianificare le azioni e di valutare i risultati.
Ne consegue una sensibile riduzione del rischio d’impresa le cui variabili sono costantemente tenute sotto controllo e le cui evidenze possono essere oggetto di confronto con gli stakeholder generando un incremento di reputazione della organizzazione.
L’efficienza unita all’esigenza di una riduzione dei costi, fanno dei tutte le soluzioni per la gestione degli asset il sistema dell’Enterprise Asset Management, che diventa uno degli elementi cardine del successo di un’azienda.
L’Enterprise Asset Management può essere inteso come l’insieme dei processi e dei sistemi informativi a supporto della gestione degli asset aziendali, siano essi fisici (infrastrutture, impianti, veicoli, ecc.) o meno.
La gestione degli asset ha oggi rilevante importanza in tutti settori industriali: utilities, sanità, aeroporti,  service provider, trasporti, etc.
Una corretta gestione degli asset permette all’azienda un adeguato bilanciamento tra costi, opportunità e rischi a fronte di obiettivi di performance dei propri asset per garantire il raggiungimento degli obiettivi e degli standard qualitativi aziendali.
In tale contesto, da alcuni anni diverse aziende hanno iniziato ad occuparsi di risolvere le varie problematiche connesse alla gestione degli asset, dei processi che li governano e dei servizi ad essi correlati, garantendo ai clienti anche attività di consulenza ingegneristica.
Tipicamente i benefici che una azienda ottiene grazie all’adozione di un sistema del sistema di Enterprise Asset Management sono:
•       Raccogliere, consolidare e analizzare le informazioni essenziali relative a tutte le tipologie di asset
•       Gestione automatizzata dei processi inerenti la manutenzione degli asset, il ciclo passivo, e altri personalizzabili mediante workflow da parte dello stesso utente del sistema
•       Estendere la vita utile di tutti gli asset o attrezzature, aumentare il ritorno degli investimenti e posticipare eventuali nuovi acquisti
•       Tracciabilità online ed in tempo reale dell’intero processo di manutenzione “a caduta” o di manutenzione programmata
•       Monitoraggio real-time del costo complessivo in riferimento all’intero ciclo di vita dell’asset
•       Semplificazione della gestione dei contratti inerenti gli asset aziendali
•       Aumentare il livello di governo e controllo, riducendo così i rischi operativi
•       Garantire aspetti di analisi e supporto alla decisione
•       Monitoraggio degli SLA (Service Level Agreement)
La gestione degli asset è anche gestione di sostenibilità, che consente il monitoraggio continuo dello stato e del comportamento degli asset, l’analisi dei dati per rilevare le tendenze principali e le eventuali anomalie, la previsione delle problematiche inerenti alle performance e l’ottimizzazione del processo decisionale.
In ambito di verifica delle prestazioni sarà importante orientare le riflessioni dell’azienda alla manutenzione preventiva e manutenzione predittiva, dalla gestione della domanda energetica e delle emissioni alla manutenzione basata sul rischio per le società che operano ad esempio nel settore biomedico, dalla gestione della flotta per le aziende di trasporti alla gestione degli asset lineari per l’industria del gas e del petrolio, dalla tracciatura degli asset alla manutenzione basata sulle condizioni per il settore pubblico e molto altro ancora.
La gestione degli asset in termini di sostenibilità consente:
consente di:
•       Focalizzarsi sul lato della domanda del consumo energetico.
•       Monitorare l’utilizzo dell’energia e il costo degli asset.
•       Prendere decisioni migliori disponendo di una visione più completa delle spese di esercizio e manutenzione, compreso l’impatto ambientale.
•       Visualizzare, rilevare in automatico e prevenire gli sprechi di energia.
•       Inviare notifiche automatiche e trasferire il problema al livello adeguato per assicurare una risposta tempestiva.
•       Individuare dove e come ridurre l’impatto ambientale.
•       Gestire le emissioni di carbonio.

 A livello di standard, la norma ISO 55001 supporta le organizzazioni a definire i requisiti di un sistema di gestione degli asset con il fine di migliorarne l’efficienza e l’efficacia per raggiunger obiettivi di sostenibilità e performance.

La norma ISO 55001 che si basa su criteri oggettivi, ed è l’elemento che rende completo il panorama dei diversi schemi che delineano il perimetro dei sistemi di gestione  perché è elemento che consente di considerare, e soprattutto integrare, tutti gli aspetti che caratterizzano il ciclo di vita di un ‘bene’ (asset).
Le organizzazioni che operano nei settori e filiere di real estate e facility management e che operano in mercati, nazionali e internazionali, fortemente competitivi sono le più convolte  in una gestione degli asset sempre più efficace  in termini di ottimizzazione dei beni in quanto valore e un incremento dei livelli di sostenibilità, sicurezza, efficienza e performance.
La Redazione