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STS HOLDING - H2h

Un sistema integrato che attraverso l’uso di tecnologie mobile combinate con la potenza dei sistemi NFC semplifica, ottimizza e automatizza tutto il ciclo manutentivo di qualsiasi infrastruttura!

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STS - H2h

Visualizzazione post con etichetta manutenzione straordinaria. Mostra tutti i post
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lunedì 19 giugno 2017

Quanto valore c'è in una bolla di intervento? L'effetto leva finanziario di un tecnico


I dati a disposizione nel momento dell'intervento possono trasformare una semplice bolla di lavoro in un potente strumento finanziario.
Questa è la base del ragionamento che rende l'informazione e il suo trattamento successivo un valore per il manutentore e per il detentore del patrimonio.
Ma come si ottiene e come si tratta questo "tesoro"?
Partiamo dalla ...coda, e vediamo la differenza tra un intervento "standard" ed un intervento "top".
Se l'impiegata riceve una bolla di lavoro da "caricare nel sistema" dove è riportato: "verificato compressore, cambiato filtro olio, caricato 25 kg di R404a, 3 ore di lavoro", a conti fatti, nel migliore dei casi, avrà prodotto una fattura per il cliente che, riportando le stesse cose, riporta un totale di 800 euro che il cliente pagherà mal volentieri come un disturbo necessario.
Se, invece, il tecnico avesse avuto a disposizione un dispositivo mobile con un gestionale di Asset control, e un Tag NFC sul luogo dell'intervento, l'indicazione disponibile della storia di quell'attrezzatura, nella scrittura e preparazione della bolla (virtuale) avrebbe potuto sostanziare con i dati reali dell'affidabilità residua della macchina una richiesta di sostituzione o manutenzione addizionale, che, per la proprietà, avrebbe comportato:
- una riduzione della possibilità di fermo macchina
- una possibile riduzione dei consumi
- una valutazione obiettiva (serenità nel procedere all'investimento) del problema
- una rapidità decisionale utile alla continuità aziendale
Per il fornitore di servizi, dare corpo e sostanza alle proprie valutazioni, gli permetterà di:
- contrattare condizioni finanziarie migliori per i pagamenti
- decidere, ad esempio, la realizzazione di un magazzino in proprio di ricambi o in conto terzi
- disporre di ricambi utili già in fase di analisi preliminare del possibile intervento a chiamata
- miglior gestione della manutenzione, con elementi di produttività
- etc
"In STS, grazie ad un passato ed un presente di project management nella manutenzione degli assets strategici di imprese globali, abbiamo sviluppato una certa sensibilità al problema della non adeguata gestione del valore delle informazioni di una bolla di lavoro" ci fa sapere Stefano Rombi, direttore commerciale di STS. "Tutta la nostra esperienza l'abbiamo messa a valore in un prodotto, h2H, che, crediamo, abbia realizzato uno strumento che consente, in collaborazione con il cliente, di realizzare gli obiettivi gestionali partendo da ogni più piccolo intervento".
Insomma, un buon tecnico, accompagnato da un buon sistema di Asset Management, è indubbiamente un teamwork vincente.
La Redazione

martedì 2 maggio 2017

Applicativi gestionali cloud, alla prova delle necessità manutentore e dell'on-call. L'ausilio NFC.


La gestione di un patrimonio immobiliare prevede la costante ricerca delle migliori soluzioni per il mantenimento dello stesso e per realizzare il massimo della remunerazione, in caso sia stato messo a reddito con profitto.
Per rispondere a queste esigenze, la strategia che occorre adottare è di tipo preventivo e predittivo, ma non bisogna dismettere o sottovalutare le chiamate di emergenza.
Un sistema di gestione capace di contenere una completa anagrafica di ogni sistema e componente che forma l'immobile, con le relative informazioni circa i Libretti di uso e manutenzione di ciascuno di essi (obbligatori per Legge, come prescritto dalla Direttiva macchine 2006/42/CE recepita dal D.Lgs 17/2010), è anche garanzia di un’adeguata sorveglianza ai fini della sicurezza.
Non sempre il manutentore o il responsabile della conduzione hanno tempo di cercare e valutare opportunamente lo stato dell'arte di un cespite, e, un sistema di gestione collegato ad un D/B Cloud informativo, alimentato da un input che viene trasferito per il controllo tramite dispositivi come i Tag NFC rende il tutto più semplice.
Le date della pianificazione delle operazioni di manutenzione preventiva o quelle ottenute dagli algoritmi di calcolo della manutenzione predittiva (basati ad esempio sulle ore di lavoro e sulle condizioni meteo-climatiche della location in questione), potranno essere gestite e trasferite direttamente sul Tag del cespite e utilizzate in lettura dal responsabile stesso o dalle aziende chiamate a realizzare le operazioni previste, magari con il supporto dei Libretti anzidetti scaricabili dal Cloud tramite i link depositati sui Tag NFC.
L'importante ausilio ottenibile tramite la disponibilità dei Libretti d'uso e manutenzione è facilmente rilevabile quando, un sistema ben congegnato, ti permette anche di cercare le parti di ricambio e ordinarle direttamente tramite il sistema.
Ma, la gestione delle chiamate di emergenza o degli interventi che devono essere richiesti a seguito delle visite di controllo pianificate, come avviene?
In questo caso, risulta importante il frontdesk, una segreteria reale o virtuale che permetta di gestire nel modo più opportuno queste "singolarità", in relazione con il gestionale Cloud.
Non tutte le società di assistenza o i proprietari dispongono di servizi adeguati in questo senso, e tornano dunque utili le soluzioni che possono essere messe in pista da parte dei fornitori delle soluzioni software capaci, anche e opportunamente - di relazionarsi con i clienti secondo lo schema descritto.
Uno di questi, che abbiamo trovato e verificato sul mercato, è h2H, la soluzione smart basata sulla tecnologia NFC si STS Servizi, Tecnologie e Sviluppo. Oltre ai servizi suddetti, STS fornisce anche un HelpDesk con capacità di diagnostica remota sui principali sistemi di monitoraggio BMS in ambiti complessi, ai quali poter collegare la chiamata di assistenza al di fuori della tradizionale pianificazione.
L'evoluzione della normativa, e la necessità di soddisfare esigenze legate, ad esempio, all'efficienza energetica, determinano la necessità - alquanto stringente - di verificare costantemente le prestazioni degli impianti, che, spesso, sono da mettere in relazione con le statistiche legate agli interventi di manutenzione.
Un reale network di valutazione, di intelligence patrimoniale, determina il mantenimento del valore dello stesso e della possibile remunerazione legata alla gestione dei consumi energetici e della qualità dell'infrastruttura nel suo complesso.
La Redazione

lunedì 10 aprile 2017

Manutenzioni e bilancio: la tecnologia deve integrarsi con il Patrimoniale


Nell'ambito della gestione patrimoniale, la prima cosa da fare è comprendere come le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria vanno ad incidere sul bilancio, per comprendere se gli investimenti in tecnologie gestionali possono avere una utilità o meno.
Il bilancio lo consideriamo semplificato nella struttura di cui alla figura a blocchi che individua il "patrimoniale" come costituito da Attività e Passività, suddivise in Attività Finanziarie e Attività economiche, e, sul lato delle Passività (le sorgenti delle operazioni economiche), in Passività Finanziarie, Passività Economiche, il Patrimonio Netto Iniziale e il reddito.
Comprendere e conoscere (riconoscere) come le nostre attività gestionali e le relative tecnologie, incidono su di esso, permette di apprezzarne e valorizzarne la proposta, in relazione agli obiettivi di vendita di una certa soluzione.
Ogni possibile monitoraggio dello stato dell'impianto o dell'immobile, con una qualsivoglia tecnologia, comporta la possibilità di determinare o rilevare il momento più opportuno per sviluppare un'operazione di manutenzione. Dobbiamo dunque introdurre il concetto di manutenzione,
Un'operazione di manutenzione può esser destinata a diversi scopi quali l'accrescimento della capacità produttiva, l'aumento della vita utile del cespite o l'incremento della sicurezza.
In questi casi si ritiene, normalmente, che la manutenzione ne abbia aumentato il valore in una misura che, ragionevolmente, può essere assunta pari al costo sostenuto per la manutenzione stessa.
Queste sono le caratteristiche della manutenzione straordinaria.
Un investimento in questo senso  comporta una riduzione dell'Attività Finanziaria (variazione finanziaria negativa) che, però, misura un incremento delle Attività economiche di pari importo, per cui il Patrimonio Netto resta invariato.
A fronte dell'uscita sia dunque un incremento del Capitale pari al costo sostenuto e si parla, in questi casi, di "capitalizzazione" dei costi.
Per esempio, se una data manutenzione straordinaria di un macchinario è costata 100, a fronte di una riduzione dell'attività finanziaria si ha un incremento dell'attività economica. Nell'immagine una rappresentazione dell'effetto sul Patrimonio.
Se invece la manutenzione è volta solo a mantenere il bene in condizioni di normale efficienza, allora manutenzione ordinaria e la riduzione della ricchezza finanziaria (variazione finanziaria negativa) misura il valore di un servizio acquisito e completamente consumato e quindi una riduzione del Patrimonio Netto, ovvero un costo di competenza dell'esercizio.
il valore di quest'ultimo non si modifica. Si parla di
Per esempio, data una manutenzione ordinaria del valore di 100, a fronte delle attività finanziarie si ha un decremento della ricchezza complessiva (costo di competenza).
Ecco la rappresentazione dell'effetto sul patrimonio.
Secondo i Principi Contabili dell'O.I.C. Organismo Italiano di Contabilità (fondazione di diritto privato avente piena autonomia statutaria, riconosciuto dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione del decreto legge 91/2014, come l’“istituto nazionale per i principi contabili”), si rilevano coerentemente, le seguenti definizioni.
La manutenzione ordinaria è costituita dalle manutenzioni e riparazioni di natura ricorrente (ad esempio, pulizia, verniciatura, riparazione, sostituzione di parti deteriorate dall’uso) che vengono effettuate per mantenere i cespiti in un buono stato di funzionamento per assicurarne la vita utile prevista, la capacità e la produttività originarie. 
La manutenzione straordinaria si sostanzia in ampliamenti, ammodernamenti, sostituzioni e altri miglioramenti riferibili al bene che producono un aumento significativo e misurabile di capacità, di produttività o di sicurezza dei cespiti ovvero ne prolunghino la vita utile.
Dunque, in generale, i costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, mentre i costi di manutenzione straordinaria rientrano tra i costi capitalizzabili nei limiti del valore recuperabile del bene.
Occorre porre alcune attenzioni a variazioni rilevanti apportate a cespiti già esistenti a seguito delle predette operazioni. Questo tipo di operazione comporta un’attenta valutazione dei costi sostenuti per determinarne la parte che è capitalizzabile e quella che è invece da considerarsi manutenzione ordinaria. In alcuni casi, tali valutazioni possono essere complesse e richiedere adeguata documentazione a supporto delle scelte effettuate. Il supporto che possono fornire strumenti e archivi di lettura e storicizzazione del cespite (asset) sono di fondamentale importanza. Come risulta ormai chiaro, l'effetto virtuoso sul patrimonio può essere determinato ogni qualvolta un'operazione di manutenzione può essere capitalizzata, e questo è dimostrabile in virtù della puntuale misura della produttività del cespite e della "non episodica" operazione di manutenzione effettuata tramite la rilevazione e l'elaborazione del dato gestito.
Dopo la capitalizzazione dei costi, l’ammortamento si applica in modo unitario avendo riguardo al nuovo valore contabile del cespite tenuto conto della sua residua vita utile.
Il rinnovo, invece, comporta una sostituzione e può riguardare uno specifico cespite, ovvero un’immobilizzazione materiale che costituisce un’unità economico-tecnica. La sostituzione di un’immobilizzazione comporta la capitalizzazione del costo di acquisizione della nuova unità, mentre il valore netto contabile dell’unità sostituita è stornato, imputando l’eventuale minusvalenza negli “oneri diversi di gestione” del conto economico. Il rinnovo può tuttavia riguardare anche solo parte di un’immobilizzazione materiale per mantenerne l’integrità originaria. In questo caso i costi sostenuti a tale scopo sono costi di manutenzione ordinaria.
Le manutenzioni ordinarie possono essere oggetto di pianificazione in funzione dei programmi di utilizzazione delle immobilizzazioni. Le riparazioni non possono essere pianificate, ma entro certi limiti possono essere ragionevolmente previste. Manutenzioni e riparazioni costituiscono un’unica classe di costi inerenti le immobilizzazioni materiali, identificata con il termine manutenzioni, che, unitamente alle quote di ammortamento, concorrono a esprimere il contributo che le immobilizzazioni producono sui risultati economici. Le manutenzioni ordinarie, dunque, se comportano il mantenimento in efficienza degli strumenti di produzione devono esser giudicate come costi ricorrenti al pari dei consumi, ma se, invece, portano miglioramenti sulla "top line" (aumento delle vendite) e sui costi (riduzione dei consumi), devono esser valutati come incremento delle attività economiche.
Gli strumenti di rilevazione degli output e di gestione dell'archivio degli asset hanno un incomparabile valore, che accresce con l'aumentare della massa gestita.