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STS HOLDING - H2h

Un sistema integrato che attraverso l’uso di tecnologie mobile combinate con la potenza dei sistemi NFC semplifica, ottimizza e automatizza tutto il ciclo manutentivo di qualsiasi infrastruttura!

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STS - H2h

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lunedì 5 giugno 2017

Virtualizzazione e cloud computing per l'asse management. L'assenza di standardizzazione e la forza del risultato


Oggi proviamo a guardare al "problema" della gestione degli asset dal punto di vista dell'It manager, la figura alla quale il responsabile del bilancio sempre si rivolge con fiducia per intermediarie con la selva di numeri che vanno tipicamente gestiti per realizzare gli obiettivi aziendali.
Riconosciuto il valore intrinseco del "patrimonio", sempre per lo più indicato con il valore d'acquisto e con le quote di ammortamento di Legge, pochi ritengono di affidare la gestione di quel "problema" ad uno strumento capace di rendicontare le attività sul suo ciclo vitale a strumenti dedicati.
Sul mercato, infatti, gli strumenti di gestione degli asset sono disponibili da anni, trasversalmente riconosciuti come tool potenzialmente utili per rendere più efficiente la gestione degli asset in azienda. Eppure, raramente le loro implementazioni figurano tra le maggiori priorità tecnologiche, spesso rimandate da urgenze difficilmente prorogabili.
Da qualche tempo, questa impasse sembra, però, essersi sbloccata: richieste di conformità, budget ristretti e problematiche crescenti in ambito di sicurezza stanno, infatti, corroborando il mercato. 
I responsabili delle linee di business, inoltre, stanno avvertendo sempre più la necessità di gestire gli asset come business, calcolandone un chiaro ritorno sugli investimenti attraverso controlli più approfonditi, una maggiore visibilità dei processi e una gestione dei costi più trasparente.
Gli strumenti di asset management rispondono proprio a queste esigenze, offrendo la possibilità di conoscere in modo accurato tutte le risorse utilizzate in azienda: tipicamente, le maggiori suite in commercio forniscono, infatti, tutte le funzionalità per il discovery e l'inventario degli asset, raccogliendo informazioni dettagliate su attrezzature di ogni tipo, ma in particolare modo quelle utili alla "produzione"
I dati, immagazzinati in un repository, a sua volta consultabile per la generazione di analisi e integrabile con l'help desk o i gestionali aziendali, sono costantemente aggiornati e sincronizzati con tutte le modifiche apportate all'infrastruttura.
Conoscere in dettaglio le risorse disponibili in azienda ed essere in grado di accedere a queste informazioni, interrogando un repository, rappresenta uno stadio evoluto nella gestione degli asset, una situazione decisamente rara fra le imprese italiane. La maggior parte delle realtà nazionali, infatti, dimostra una scarsa conoscenza dell'installato oppure gestisce il parco macchine attraverso molteplici fogli di calcolo aggiornati manualmente.
Inutile dire che il passaggio a uno stadio di maggiore controllo sarebbe relativamente semplice e potrebbe garantire enormi benefici. Attraverso l'uso dei classici strumenti di asset management le aziende potrebbero, per esempio, disporre di informazioni essenziali per gestire la manutenzione ordinaria, per pianificare aggiornamenti hardware oppure per consolidare nuove installazioni e applicazioni, riducendo i costi dell'help desk, tagliando le risorse eccedenti, ridistribuendo gli asset, garantendo la compliance, allocando le macchine e il patrimonio in genere in modo appropriato e identificando quelle attrezzature che, ad esempio, causano problemi di sicurezza con onere diretto sull'imprenditore.
Ormai, gli strumenti disponibili, infatti, vanno al di là del semplice inventory e sono in grado di associare i diversi dati ai singoli utenti, alle garanzie, ai contratti di manutenzione, agli accordi di noleggio e alle chiamate all'help desk, supportando i responsabili It e finanziari nella gestione dell'intero ciclo di vita degli asset.
L'architettura che oggi si richiama al cloud computing è un composto di grid computing (la replicazione delle risorse per garantire l'alta disponibilità), utility computing (l'uso e consumo delle risorse secondo un modello pay as you go), orchestration (l'automazione della configurazione e dell'interconnessione delle risorse) e virtualizzazione (l'astrazione delle risorse dall'hardware che le mette a disposizione). 
La flessibilità che la virtualizzazione introduce permette di realizzare infrastrutture cloud molto semplici, potenti ed economiche.
Non di meno la virtualizzazione è una tecnologia ancora nuova, in continua evoluzione; le soluzioni a tag Rfid o NFC come h2H di STS permette di accedere al mondo del clou computing con soluzioni tailor made, adeguate ad ogni settore.
Unico neo in questo percorso evolutivo è la carenza di standard di interoperabilità e di modelli condivisi per il calcolo delle performance, la totale assenza di strumenti evoluti di automazione, e molto altro, che rende ancora la virtualizzazione uno strumento per early adopter che, però, riescono a beneficiare di notevoli vantaggi competitivi rispetto ai competitori.
"Siamo in una situazione un cui la tecnologia rende possibile il salto di qualità per ogni funzione aziendale che deve occuparsi, operativamente e strategicamente, di asset management - sostiene Heros Gaballo di STS. I prodotti come h2H, nitidamente cloud e organicamente sviluppati per la virtualizzazione tramite i tag NFC, possono sostenere questa transizione".
STS si propone come interfaccia e tester per la realizzazione di quella standardizzazione che, a cavallo tra funzioni aziendali, deve trovare una sintesi avanzata e utile al gestore di bilancio, creando alleanze con gli IT manager e direttori finanziari utile per massificare la forza del cloud computing sviluppabile con la virtualizzazione.
La Redazione

martedì 2 maggio 2017

Applicativi gestionali cloud, alla prova delle necessità manutentore e dell'on-call. L'ausilio NFC.


La gestione di un patrimonio immobiliare prevede la costante ricerca delle migliori soluzioni per il mantenimento dello stesso e per realizzare il massimo della remunerazione, in caso sia stato messo a reddito con profitto.
Per rispondere a queste esigenze, la strategia che occorre adottare è di tipo preventivo e predittivo, ma non bisogna dismettere o sottovalutare le chiamate di emergenza.
Un sistema di gestione capace di contenere una completa anagrafica di ogni sistema e componente che forma l'immobile, con le relative informazioni circa i Libretti di uso e manutenzione di ciascuno di essi (obbligatori per Legge, come prescritto dalla Direttiva macchine 2006/42/CE recepita dal D.Lgs 17/2010), è anche garanzia di un’adeguata sorveglianza ai fini della sicurezza.
Non sempre il manutentore o il responsabile della conduzione hanno tempo di cercare e valutare opportunamente lo stato dell'arte di un cespite, e, un sistema di gestione collegato ad un D/B Cloud informativo, alimentato da un input che viene trasferito per il controllo tramite dispositivi come i Tag NFC rende il tutto più semplice.
Le date della pianificazione delle operazioni di manutenzione preventiva o quelle ottenute dagli algoritmi di calcolo della manutenzione predittiva (basati ad esempio sulle ore di lavoro e sulle condizioni meteo-climatiche della location in questione), potranno essere gestite e trasferite direttamente sul Tag del cespite e utilizzate in lettura dal responsabile stesso o dalle aziende chiamate a realizzare le operazioni previste, magari con il supporto dei Libretti anzidetti scaricabili dal Cloud tramite i link depositati sui Tag NFC.
L'importante ausilio ottenibile tramite la disponibilità dei Libretti d'uso e manutenzione è facilmente rilevabile quando, un sistema ben congegnato, ti permette anche di cercare le parti di ricambio e ordinarle direttamente tramite il sistema.
Ma, la gestione delle chiamate di emergenza o degli interventi che devono essere richiesti a seguito delle visite di controllo pianificate, come avviene?
In questo caso, risulta importante il frontdesk, una segreteria reale o virtuale che permetta di gestire nel modo più opportuno queste "singolarità", in relazione con il gestionale Cloud.
Non tutte le società di assistenza o i proprietari dispongono di servizi adeguati in questo senso, e tornano dunque utili le soluzioni che possono essere messe in pista da parte dei fornitori delle soluzioni software capaci, anche e opportunamente - di relazionarsi con i clienti secondo lo schema descritto.
Uno di questi, che abbiamo trovato e verificato sul mercato, è h2H, la soluzione smart basata sulla tecnologia NFC si STS Servizi, Tecnologie e Sviluppo. Oltre ai servizi suddetti, STS fornisce anche un HelpDesk con capacità di diagnostica remota sui principali sistemi di monitoraggio BMS in ambiti complessi, ai quali poter collegare la chiamata di assistenza al di fuori della tradizionale pianificazione.
L'evoluzione della normativa, e la necessità di soddisfare esigenze legate, ad esempio, all'efficienza energetica, determinano la necessità - alquanto stringente - di verificare costantemente le prestazioni degli impianti, che, spesso, sono da mettere in relazione con le statistiche legate agli interventi di manutenzione.
Un reale network di valutazione, di intelligence patrimoniale, determina il mantenimento del valore dello stesso e della possibile remunerazione legata alla gestione dei consumi energetici e della qualità dell'infrastruttura nel suo complesso.
La Redazione

lunedì 13 marzo 2017

I Tag NFC. Una tecnologia economica per tener tracciate le proprietà


La gestione patrimoniale presuppone la disponibilità di tutte le informazioni relative al patrimonio stesso. Queste informazioni, disponibili quando serve e dove serve, sono la chiave della conoscenza e dell’aggiornamento costante e continuo del proprio bene, al fine di consentirne una valorizzazione ottimale.
Vediamo quest’oggi la prima delle tecnologie che ci interessa mettere in evidenza per realizzare tale obiettivo, una tecnologia attuale, in sviluppo e a basso costo.
Parliamo della tecnologia NFC, Near Field Communication.
I sistemi basati sulla tecnologia NFC stanno diventando abbastanza comuni grazie alla crescita dei sistemi di pagamento online come Samsung Pay e Pay Android, soprattutto quando si tratta di dispositivi di fascia alta e anche molti mid-rangers.
Potreste aver probabilmente sentito il termine prima, ma che cosa è esattamente NFC?
In questo pezzo abbiamo cercato di realizzare una carrellata di temi per cercare di spiegare cosa si tratta, come funziona, e come può essere utilizzato al meglio.
NFC sta per "Near Field Communication" e, come dice il nome, consente la comunicazione a corto raggio tra dispositivi compatibili. Ciò richiede almeno un dispositivo di trasmissione, e un altro per ricevere il segnale. Una gamma di dispositivi in ​​grado di utilizzare lo standard NFC e può essere considerata sia passivo o attivo, a seconda di come funziona il dispositivo.
I dispositivi NFC passivi includono tag, e altri piccoli trasmettitori, che possono inviare informazioni ad altri dispositivi NFC senza la necessità di una fonte di energia propria. Tuttavia, in realtà non elaborano le informazioni inviate da altre fonti, e non sono in grado di connettersi ad altri componenti passivi. Questi spesso prendono la forma di segni interattivi su pareti o pubblicità.
I dispositivi attivi sono in grado di inviare e ricevere dati, e possono comunicare tra loro e con dispositivi passivi. Gli smartphone sono di gran lunga l'applicazione più comune di dispositivi NFC attivi, ma i lettori di schede di trasporto pubblico e terminali touch di pagamento sono altri buoni esempi di tecnologia compatibile.
Come funziona?
Proprio come il Bluetooth e lo Wi-Fi, e ogni altra sorta di altri segnali wireless, l’NFC funziona sul principio di invio di informazioni tramite onde radio. La Near Field Communication è un altro degli standard per le trasmissione di dati wireless, il che significa che vi sono specifiche che i dispositivi devono rispettare al fine di comunicare tra loro in modo corretto.
La tecnologia utilizzata in NFC è basata sulle idee legate all’RFID (identificazione di radiofrequenze), che usava ed usa l'induzione elettromagnetica per trasmettere informazioni.
Questo segna una grande differenza tra la NFC e Bluetooth / WiFi, in quanto può essere utilizzato per indurre correnti elettriche all'interno dei componenti passivi così come per inviare dati. Ciò significa che i dispositivi passivi non necessitano di alimentazione propria, e possono invece essere alimentati dal campo elettromagnetico prodotto da un componente NFC attivo quando entra in campo, ma ne parleremo più in dettaglio in un altro momento. Sfortunatamente, la tecnologia NFC non riesce a creare sufficiente induzione per essere utilizzata al fine di caricare i nostri smartphone, ma il principio di carica QI si basa sulla stessa fisica.
La frequenza di trasmissione dei dati attraverso l’NFC è 13.56 megahertz, ed i dati possono essere inviati a pacchetti di 106, 212 o 424 kilobit al secondo, il che la rende abbastanza veloce anche per il trasferimento dati da informazioni di contatto (persino per lo scambio di immagini e musica).
Al fine di determinare il tipo di informazioni da scambiare tra dispositivi, lo standard NFC ha attualmente tre distinte modalità di funzionamento per i dispositivi compatibili. Forse l'uso più comune negli smartphone è la modalità peer-to-peer, che consente a due dispositivi NFC-enabled lo scambio di vari pezzi di informazioni tra loro. In questo modo entrambi i dispositivi passano tra gli stati attivi, per l'invio di dati, e gli stati passivi quando li ricevono.
La modalità di lettura / scrittura, d'altra parte, è una trasmissione di dati unidirezionale, in cui il dispositivo attivo, eventualmente smartphone, si collega con un altro dispositivo per leggere le informazioni da esso. Questa è la modalità utilizzata quando si interagisce con un tag NFC.
La modalità finale di funzionamento è l'emulazione della carta, per cui il dispositivo NFC può essere utilizzato come una carta di credito intelligente o senza contatto, al fine di effettuare pagamenti o attingere a sistemi di trasporto pubblico.
Il confronto con Bluetooth
Si potrebbe pensare che NFC sia inutile, considerando che il Bluetooth è ampiamente disponibile da molti anni. Tuttavia, ci sono parecchie differenze tecnologiche importanti tra i due che danno all’NFC alcuni vantaggi significativi in ​​determinate circostanze.
L'argomento principale a favore di NFC è che ha un consumo di corrente molto inferiore al Bluetooth. Questo rende perfetti i dispositivi passivi NFC, come i tag che abbiamo menzionato in precedenza, in quanto possono funzionare senza la necessità di una fonte di alimentazione principale.
Tuttavia, questo risparmio energetico ha anche alcuni svantaggi principali.
Il più evidente che il range di trasmissione è molto più breve di Bluetooth. Mentre l’NFC ha una portata di circa 10cm, le  connessioni Bluetooth possono trasmettere dati fino a 10 metri o più dalla fonte.
Un altro svantaggio è che l’NFC è un po 'più lento di Bluetooth: la trasmissione di dati si sviluppa ad una velocità massima di soli 424 kbit / s, rispetto a 2,1 Mbit / s con Bluetooth 2.1 o circa 1 Mbit / s con Bluetooth Low Energy.
Ma NFC ha un gran vantaggio quando si tratta di velocità di connessione. Grazie all'uso di accoppiamento induttivo, e l'assenza di accoppiamento manuale, richiede meno di un decimo di secondo per stabilire una connessione tra due dispositivi. Mentre una moderna Bluetooth si collega piuttosto velocemente, l’NFC è ancora super utile per determinati scenari.
Questa tecnologia è nativamente presente nei dispositivi Samsung, Android e anche Apple con iOS.
Facciamo, però, un piccolo approfondimento sui Tag NFC.
A differenza dei lettori per la tecnologia RFID, i lettori NFC non sono sempre i dispositivi specializzati. È un dato di fatto che i chip NFC sono inseriti nei circuiti degli smartphone. Già nel 2014 circa il 20 per cento dei telefoni in tutto il mondo aveva la funzionalità. Con la diffusione degli smartphone NFC, i tag NFC diventeranno comuni come i codici a barre.
Uno smart tag potrebbe essere incorporato in un volantino politico. Toccando il tag, vieni indirizzato a un sito Web che promuove le credenziali di un candidato. Allo stesso tempo, si ricevono anche istantaneamente una biografia ed altro sotto forma di un file di testo e immagine.
Oppure, nei ristoranti preferiti, sarà possibile toccare con il telefono i  menù contrassegnati NFC e voilà - si ha l'intero menu sul telefono, insieme con le informazioni nutrizionali e le descrizioni appetitose degli ingredienti dei vostri piatti preferiti.
Quando si tratta di potenziali utilizzi dei tag NFC, non ci sono limiti.
Ma ciò che dà esattamente un tag NFC suoi incantevoli poteri?
Come abbiamo detto i tag NFC sono passivi, nel senso che non hanno alcuna fonte di alimentazione. Invece, sono letteralmente alimentati dal dispositivo che li legge, grazie ad una induzione magnetica. Quando un lettore arriva abbastanza vicino a un tag, questo si eccita e trasferire i dati da quel tag.
Ci sono quattro tipi di tag di base che sono stati definiti. Questi hanno una denominazione da 1 a 4 e ciascuno ha un formato e diversa capacità. Questi formati tipo di tag NFC sono basati sulla ISO 14443 tipo A e B, che è lo standard internazionale per smartcard senza contatto, e suSony FeliCa conforme alla norma ISO 18092, la modalità di comunicazione passiva, standard.
Le diverse definizioni di NFC tag sono:
Tag Tipo 1: Il tag Tipo 1 si basa sullo standard ISO14443A. Questi tag NFC vengono letti e ri-scritti e gli utenti possono configurare il tag per farlo diventare di sola lettura. La disponibilità di memoria è di 96 byte che è più che sufficiente per memorizzare un sito URL o altro piccola quantità di dati. Tuttavia la dimensione della memoria è espandibile fino a 2 Kbyte. La velocità di comunicazione di questo tag NFC è 106 kbit / s. Come risultato della sua semplicità questo tipo di tag è conveniente e ideale per molte applicazioni NFC.
Tag Tipo 2: La NFC Tag Tipo 2 si basa anch’esso su ISO14443A. Questi tag NFC vengono letti e ri-scritti e gli utenti possono configurare il tag per farlo diventare di sola lettura. La dimensione della memoria di base di questo tipo di tag è solo 48 byte anche se questo può essere espansa fino a 2 kbyte. Anche la velocità di comunicazione è di 106 kbit / s.
Tag Tipo 3: La NFC Tag Tipo 3 si basa sul sistema di Sony FeliCa. Attualmente ha una capacità di memoria 2 kbyte e la velocità di comunicazione dati è 212 kbit / s. Di conseguenza questo tipo di tag NFC è più utilizzabile per applicazioni più complesse, anche se c'è un costo più elevato per tag.
Tag Tipo 4: Il tag NFC Tipo 4 è definito in modo da essere compatibile con gli standard ISO14443A e B. Questi tag NFC sono pre-configurati in produzione e possono essere sia di lettura / riscrivibile, o di sola lettura. La capacità di memoria può essere fino a 32 kbyte e la velocità di comunicazione è tra 106 kbit / s e 424 kbit / s.
Dunque ci sono quattro tipologie di tag NFC, dotati di diverse capacità e velocità di trasferimento dati.
Chiunque può acquistare Tag NFC vuoti, e quindi scrivere i dati e personalizzali.
Il Tipo 1 e Tipo 2 tag possono essere scritti più volte. Questi tag possono anche essere scritti permanentemente, o criptati, in modo che nessuno possa manipolare i dati.
I Tag di Tipo 3 e Tipo 4 tag possono essere scritti solo per una volta, come un CD o un DVD, e non hanno la sicurezza di tipo 1 e 2.
I Tag con maggiore memoria e antenne più grandi sono più grandi anche dimensionalmente. In generale, il formato varia da poco più di un centimetro o due ad un paio di pollici.
La capacità di memoria e la velocità dettano il costo, che è una considerazione critica per le aziende che vogliono diffondere (o raccogliere) informazioni in lungo e in largo attraverso tag intelligenti.
In questo momento, i tag costano circa 30 centesimi anche alla rinfusa, ma il prezzo dovrebbe continuare a scendere fino a pochi centesimi consentendone la rapida diffusione su innumerevoli luoghi e cose.

La Redazione