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Un sistema integrato che attraverso l’uso di tecnologie mobile combinate con la potenza dei sistemi NFC semplifica, ottimizza e automatizza tutto il ciclo manutentivo di qualsiasi infrastruttura!

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STS - H2h

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domenica 10 settembre 2017

Transazioni NFC, esempi operativi di scambio delle informazioni per tutti


A volte partiamo dal presupposto che sia noto a tutti come funzionano le tecnologie che ci rendono sempre più semplice la vita, ma, dandolo per scontato ci perdiamo la complessità e la bellezza del potere della conoscenza che ci permette di evolvere!
Parlando di tecnologie come NFC, ci siamo chiesti se è noto a tutti – dal privato cittadino al gestore di grandi patrimoni immobiliari - cosa succede esattamente quando accosti due dispositivi abilitati NFC.
Per farlo ci affidiamo alle semplici parole di Heros Gaballo, direttore della business unit H2h di STS, un potente gestionale che si avvale della tecnologia NFC per rendere semplice e vantaggiosa il management dei grandi e complessi patrimoni impiantistici ed immobiliari.
“È più facile capire l’utilità e la potenza della tecnologia NFC con un esempio concreto, valido per ognuno di noi. Supponiamo di passeggiare lungo una strada e di imbatterci nel manifesto che annuncia il prossimo concerto di Ligabue. Poiché la curiosità sui dettagli dell’evento ci attanaglia, “scaviamo nella roccia” dell’informazione e vogliamo un dettaglio ed i particolari dell’evento. Ci potremmo accorgere, allora, che sul manifesto vi è una scritta che dice che sul poster vi è un tag NFC”.
I Tag stanno diventando sempre più diffusi, dalle piscine agli impianti tecnologici, e saranno sempre più diffusi, anche sui manifesti!
“Notato il simbolo NFC sul manifesto – continua Heros - estraiamo dalla tasca rapidamente il nostro smartphone e attiviamo un'applicazione di lettura NFC. L'attivazione dell'applicazione invia un segnale al chip NFC all'interno del telefono. L'elettricità scorre attraverso il circuito del chip, generando un campo magnetico debole. Questo significa che lo smartphone è un dispositivo NFC attivo - utilizza l'alimentazione delle batterie per generare un campo magnetico. Dunque porti il telefono fino al punto appropriato sul poster. A questo punto, il debole campo magnetico generato dal telefono induce un campo magnetico nel tag NFC all'interno del manifesto. Il campo magnetico induce una corrente elettrica nel tag NFC, che non ha una propria alimentazione - è un tag passivo
NFC. Questo crea un campo radio. Il campo radio generato dal tag interagisce con il campo generato dal telefono. Il chip NFC nel telefono rileva e decodifica il campo radio.
Le informazioni contenute nei bit del messaggio radio portano ad un collegamento al video dell’ultimo successo di Ligabue suonato dal vivo. L'applicazione ti offre dunque la possibilità di visitare direttamente il link, e, se lo desideri, dal video acquistare direttamente i biglietti per il concerto!”.
Un meccanismo semplice e potente per attivare lo scambio di informazioni che si avvale delle possibilità della multimedialità ormai diffusa. Alcune transazioni NFC possono comportare la connessione tra due dispositivi alimentati. Potremmo voler scambiare alcune informazioni “di contatto“ dal nostro telefono al telefono di un'altra persona. In uno scambio di questo tipo, entrambi i dispositivi agiscono come componenti attivi e passivi - quando attivo, un dispositivo invia informazioni e quando è passivo accetta informazioni. Ci vogliono pochi attimi affinché i due telefoni possano inviarsi reciprocamente le informazioni. Le nostre informazioni “di contatto” si troveranno nel telefono dell'altra persona e viceversa.
“Un dispositivo NFC attivo può comunicare solo con un dispositivo di destinazione alla volta – ricorda Heros - non è possibile inviare un messaggio a più dispositivi su NFC. Il dispositivo attivo invierà informazioni all'obiettivo e accetta solamente una risposta da tale destinazione. Altri dispositivi NFC ignoreranno la comunicazione”.
È importante ricordare che lo standard NFC copre solo la tecnologia di trasmissione effettiva, il medium. Non determina in alcun modo il contenuto di tali trasmissioni. I vari hardware e le applicazioni che incorporano chip NFC dettano quali informazioni verranno scambiate dalle “mani digitali” in contatto. Mentre la tecnologia di trasmissione è standardizzata, il contenuto che può muoversi non è.

La redazione

lunedì 4 settembre 2017

I problemi nelle trasmissioni NFC e la loro sicurezza


Ogni volta che sono coinvolte frequenze radio, c'è un potenziale rischio per la sicurezza. Potrebbe essere possibile per una persona senza scrupoli spiare le comunicazioni tra dispositivi NFC?
La risposta è un sonoro sì. Con l'antenna giusta, hardware e software per l’occorrenza, è possibile curiosare all’interno delle transazioni.
Anche se la trasmissione NFC deve avvenire su distanze molto brevi – nell’ordine dei 10 centimetri come massimo, con molte applicazioni che richiedono intervalli ancora più brevi - è possibile raccogliere i segnali delle trasmissioni da distanze molto maggiori. 
Definire esattamente a quale distanza uno spione possa trovarsi per disturbare o rubare la trasmissione non è semplice., ma è possibile. Tali intercettazioni si basano su diversi fattori, tra le quali il fatto che le informazioni vengano inviate in modalità attiva o passiva, il tipo di antenna e di ricevitore l'intercettatore sta utilizzando e quanta potenza i componenti attivi immettono nella trasmissione. E’ possibile che qualcuno che cerca di inserirsi in una trasmissione con componenti attivi possa captare un segnale ad una distanza sino a 10 metri [fonte: Haselsteiner and Breitfuß].
E' difficile invece rilevare le trasmissioni da componenti passivi. Comunque, anche in questo caso, un intercettatore potrebbe rilevare i segnali da circa un metro di distanza con l’equipaggiamento corretto.
Per impedire a qualcuno di ottenere dati importanti - tra cui le informazioni  delle transazioni finanziarie, sempre più comuni - i produttori di hardware e software utilizzano la crittografia per mantenere tali preziose informazioni lontane da occhi indiscreti. 
Con la crittografia, entrambi i componenti hanno bisogno di un tipo specifico di chiave per decifrare le informazioni in qualcosa di utile. Un accesso senza disporre della chiave permetterebbe di vedere solo cose senza senso.
Un altro modo che hanno i dispositivi NFC per impedire agli intercettatori di rubare informazioni è l’utilizzo di informazioni dove vi è il coinvolgimento attivo di entrambi i componenti contemporaneamente. Ecco come funziona: entrambi i dispositivi iniziano a trasmettere una serie di bit casuali, zeri o 1. Un intercettatore sarebbe in grado di riconoscere se entrambi i dispositivi trasmettano uno 0 o un 1 allo stesso tempo. Ma se un dispositivo trasmette un 1 e l'altro uno 0? I due dispositivi sanno quali sono le loro sequenze, ma un intercettatore non sarebbero in grado di riconoscerlo. A quel punto, i due dispositivi potrebbero contemporaneamente comunicare e mascherare i messaggi in modo che l'intercettatore non può conoscere ciò che viene trasmesso - non c'è modo di sapere chi ha inviato quale bit.
Un altro potenziale problema con l’NFC è che qualcuno potrebbe tentare di disturbare le comunicazioni e trasmettere segnali radio nello spettro NFC durante le transazioni. Anche se questo non è lo stesso problema che si manifesta con le intercettazioni, potrebbe essere una fonte di errori.
Comunque, prima d’iniziare a preoccuparci troppo per questi problemi dobbiamo far sì che questa tecnologia sia adottata su una base più ampia” dichiara Heros Gaballo, business unit manager di H2h, brand di STS. “Quando sarà così, si potrà convertire tutta la nostra e basare la nostra gestione sulle tecnologie che si appoggiano, in mobilità, principalmente sul vostro smartphone. Fatto sta che con, ad esempio, la nostra applicazione H2h, permette in sicurezza – grazie all’utilizzo della tecnologia NFC passiva – la gestione in sicurezza ed efficiente di tutto il vostro patrimonio fisico”.
La Redazione

mercoledì 28 giugno 2017

Industria 4.0 e CTO: Cloud ed NFC come effetti leva


Tra gli indici di redditività maggiormente utilizzati nella prassi professionale per fare l’analisi economica del bilancio vi è il C.T.O. (dall’inglese Capital Turn Over) il quale è un indice di “rotazione” che fornisce informazioni su quante volte si “rinnova” il capitale investito per effetto delle vendite. 
Già dalla definizione risulta facile comprendere il diretto legame con la la qualità dell'investimento e con il fatto che un Asset sia capace di mantenere quelle caratteristiche di funzionalità, attrattività che ne possono determinare l'utilità nella filiera di generazione del ricavo.
L'effetto leva di cui è capace una buona gestione degli Asset patrimoniali, legati alla produzione, è intuibile grazie al fatto che la riduzione di un fattore 2 delle spese (impieghi), porta ad un CTO che esplode del 100%.
Il CTO ed è un indice di redditività che misura l’efficienza della gestione ed e’ dato dal rapporto tra i ricavi e il capitale investito. In questo caso non si tratta di un valore percentuale ma di un numero senza percentuale. Il CTO può essere utilizzato nel modo che segue: se hai effettuato degli investimenti per 100.000 euro e, grazie a questi investimenti, hai fatturato 500.000 euro, allora il rapporto tra 500.000 (ricavi) e 100.000 (impieghi), cioè il CTO, è pari a 5. Ciò significa che il capitale si è “rinnovato” cinque volte grazie alle vendite. Ovviamente, è preferibile avere valori del CTO quanto più alti possibile ed è chiaro che un valore del CTO pari a 5 è migliore di un valore pari a 3.
Ma quali sono i fattori chiave per aumentare il CTO? 
Ve ne sono diversi, ma, nel caso di un'azienda che vive della remunerazione del proprio patrimonio, uno dei più importanti è il mantenimento in "buona salute" del patrimonio stesso, che si traduce in una manutenzione di livello superiore.
Grazie ai recenti provvedimenti di Industria 4.0, poi, l'investimento negli strumenti avanzati ed integrati e Interconnessi di gestione e sorveglianza degli impianti e dei fattori produttivi, ci consentono di amplificare l'effetto di una operazione di Asset management sviluppata con l'ausilio delle tecnologie informatiche Cluod e, come a noi piace sempre ricordare, NFC, la tecnologia di storage dei dati e di acknowledgement delle operazioni di manutenzione a basso costo e fortemente innovativa.
Abbiamo raccolto la dichiarazione di Heros Gabello, amministratore di STS, produttrice della piattaforma h2H: "Una miglior gestione riduce gli "impieghi", e ciò lo si può realizzare con strumenti che possono approfittare dell'Iper Ammortamento 250% e, per la parte software, di un ulteriore 40%.
Insomma: se non ora ...quando!?"
La Redazione
  

giovedì 23 marzo 2017

Il patrimonio va valorizzato: crowd data mining


Il "Crowd" è la folla delle persone che o rispondono a una chiamata di partecipazione (ad es. il "crowdfunding") o che, attraverso azioni che intraprendono dopo aver ricevuto input da un forum, lasciano una traccia di informazioni che può essere indagato (mined) per nuova conoscenza.
Queste sessioni possono considerare una varietà di approcci che utilizzano il "crowd" come risorsa per abilitare azioni di marketing, ricerche biomediche o interazioni di manutenzione.
La disponibilità di strumenti di questo tipo crea un patrimonio di conoscenza (data base) di informazione grezza. Il vantaggio degli approcci crowd-driven è che implica una riduzione dei costi, un aumento del numero di darti disponibili, e la creazione di ambienti più vicini al mondo reale.
Esempi di cooperazione crowd sono il dato di "funzionamento" di uno smartphone in un centro commerciale (dopo logging sulla rete wifi). La verifica degli interessi, della posizione e dei tempi di stazionamento, delle connessioni e molto altro ancora registrabile tramite la volontaria messa a disposizione di dati come questi in un ambiente angusto, può produrre feedback ragionati di geologistica e creazione di layout opportuni, creazione di campagne   advertising e valutazione dei servizi del centro commerciale, etc. etc.  In questo senso, l'applicazione in opera al centro commerciale di Arese "Il Centro", definita da STS sulle specifiche dell'operatore, è particolarmente interessante.
"I primi risultati, che hanno ormai una significativa statistica di migliaia di connessioni abilitate, ci stanno mostrando possibilità decisamente incredibili, con dati condivisi e diffusi che ci parlano della popolazione che fruisce del centro" ci racconta Heros Gabello, amministratore di STS. "La chiave strategica è rendere disponibile un servizio, la connettività wi-fi, che, senza invadere la privacy di alcuno, consenta di raccogliere le valutazioni obiettive, fisicamente provate, dai, ad esempio, tempi di permanenza in certe zone, utilizzo di funzioni smart come i lettori di QR code, etc. Pensare ad una migliore gestione del centro commerciale, sebbene di successo, non è mai un lavoro inutile. Ogni servizio ha un costo, ma la certezza di poterne misurare la redemption da a queste applicazioni crowd una forza che prima con la valutazione "off-line" non era possibile".
Lo studio ed il tracking dei segnali dei visitatori, con una sorta di geolocalizzazione interna, aumenta la possibilità di valorizzare in modo appropriato l'attrattività di alcune aree del centro, la bontà dei servizi offerti, supporta le decisioni di rilocalizzazione e molto altro.
"Le prospettive che intravvediamo sono enormi" dice ancora Gaballo.
Uno dei problemi che hanno anche i finanziari, è l'apprezzamento della veridicità delle poste di bilancio relative alla valorizzazione degli immobili. Riuscire a discernere tra queste sulla base di dati obiettivi fornirà anche al sistema bancario un enorme supporto di trasparenza e di forza per il sistema economico del nostro Paese.
La Redazione