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STS HOLDING - H2h

Un sistema integrato che attraverso l’uso di tecnologie mobile combinate con la potenza dei sistemi NFC semplifica, ottimizza e automatizza tutto il ciclo manutentivo di qualsiasi infrastruttura!

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STS - H2h

lunedì 10 aprile 2017

Manutenzioni e bilancio: la tecnologia deve integrarsi con il Patrimoniale


Nell'ambito della gestione patrimoniale, la prima cosa da fare è comprendere come le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria vanno ad incidere sul bilancio, per comprendere se gli investimenti in tecnologie gestionali possono avere una utilità o meno.
Il bilancio lo consideriamo semplificato nella struttura di cui alla figura a blocchi che individua il "patrimoniale" come costituito da Attività e Passività, suddivise in Attività Finanziarie e Attività economiche, e, sul lato delle Passività (le sorgenti delle operazioni economiche), in Passività Finanziarie, Passività Economiche, il Patrimonio Netto Iniziale e il reddito.
Comprendere e conoscere (riconoscere) come le nostre attività gestionali e le relative tecnologie, incidono su di esso, permette di apprezzarne e valorizzarne la proposta, in relazione agli obiettivi di vendita di una certa soluzione.
Ogni possibile monitoraggio dello stato dell'impianto o dell'immobile, con una qualsivoglia tecnologia, comporta la possibilità di determinare o rilevare il momento più opportuno per sviluppare un'operazione di manutenzione. Dobbiamo dunque introdurre il concetto di manutenzione,
Un'operazione di manutenzione può esser destinata a diversi scopi quali l'accrescimento della capacità produttiva, l'aumento della vita utile del cespite o l'incremento della sicurezza.
In questi casi si ritiene, normalmente, che la manutenzione ne abbia aumentato il valore in una misura che, ragionevolmente, può essere assunta pari al costo sostenuto per la manutenzione stessa.
Queste sono le caratteristiche della manutenzione straordinaria.
Un investimento in questo senso  comporta una riduzione dell'Attività Finanziaria (variazione finanziaria negativa) che, però, misura un incremento delle Attività economiche di pari importo, per cui il Patrimonio Netto resta invariato.
A fronte dell'uscita sia dunque un incremento del Capitale pari al costo sostenuto e si parla, in questi casi, di "capitalizzazione" dei costi.
Per esempio, se una data manutenzione straordinaria di un macchinario è costata 100, a fronte di una riduzione dell'attività finanziaria si ha un incremento dell'attività economica. Nell'immagine una rappresentazione dell'effetto sul Patrimonio.
Se invece la manutenzione è volta solo a mantenere il bene in condizioni di normale efficienza, allora manutenzione ordinaria e la riduzione della ricchezza finanziaria (variazione finanziaria negativa) misura il valore di un servizio acquisito e completamente consumato e quindi una riduzione del Patrimonio Netto, ovvero un costo di competenza dell'esercizio.
il valore di quest'ultimo non si modifica. Si parla di
Per esempio, data una manutenzione ordinaria del valore di 100, a fronte delle attività finanziarie si ha un decremento della ricchezza complessiva (costo di competenza).
Ecco la rappresentazione dell'effetto sul patrimonio.
Secondo i Principi Contabili dell'O.I.C. Organismo Italiano di Contabilità (fondazione di diritto privato avente piena autonomia statutaria, riconosciuto dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione del decreto legge 91/2014, come l’“istituto nazionale per i principi contabili”), si rilevano coerentemente, le seguenti definizioni.
La manutenzione ordinaria è costituita dalle manutenzioni e riparazioni di natura ricorrente (ad esempio, pulizia, verniciatura, riparazione, sostituzione di parti deteriorate dall’uso) che vengono effettuate per mantenere i cespiti in un buono stato di funzionamento per assicurarne la vita utile prevista, la capacità e la produttività originarie. 
La manutenzione straordinaria si sostanzia in ampliamenti, ammodernamenti, sostituzioni e altri miglioramenti riferibili al bene che producono un aumento significativo e misurabile di capacità, di produttività o di sicurezza dei cespiti ovvero ne prolunghino la vita utile.
Dunque, in generale, i costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, mentre i costi di manutenzione straordinaria rientrano tra i costi capitalizzabili nei limiti del valore recuperabile del bene.
Occorre porre alcune attenzioni a variazioni rilevanti apportate a cespiti già esistenti a seguito delle predette operazioni. Questo tipo di operazione comporta un’attenta valutazione dei costi sostenuti per determinarne la parte che è capitalizzabile e quella che è invece da considerarsi manutenzione ordinaria. In alcuni casi, tali valutazioni possono essere complesse e richiedere adeguata documentazione a supporto delle scelte effettuate. Il supporto che possono fornire strumenti e archivi di lettura e storicizzazione del cespite (asset) sono di fondamentale importanza. Come risulta ormai chiaro, l'effetto virtuoso sul patrimonio può essere determinato ogni qualvolta un'operazione di manutenzione può essere capitalizzata, e questo è dimostrabile in virtù della puntuale misura della produttività del cespite e della "non episodica" operazione di manutenzione effettuata tramite la rilevazione e l'elaborazione del dato gestito.
Dopo la capitalizzazione dei costi, l’ammortamento si applica in modo unitario avendo riguardo al nuovo valore contabile del cespite tenuto conto della sua residua vita utile.
Il rinnovo, invece, comporta una sostituzione e può riguardare uno specifico cespite, ovvero un’immobilizzazione materiale che costituisce un’unità economico-tecnica. La sostituzione di un’immobilizzazione comporta la capitalizzazione del costo di acquisizione della nuova unità, mentre il valore netto contabile dell’unità sostituita è stornato, imputando l’eventuale minusvalenza negli “oneri diversi di gestione” del conto economico. Il rinnovo può tuttavia riguardare anche solo parte di un’immobilizzazione materiale per mantenerne l’integrità originaria. In questo caso i costi sostenuti a tale scopo sono costi di manutenzione ordinaria.
Le manutenzioni ordinarie possono essere oggetto di pianificazione in funzione dei programmi di utilizzazione delle immobilizzazioni. Le riparazioni non possono essere pianificate, ma entro certi limiti possono essere ragionevolmente previste. Manutenzioni e riparazioni costituiscono un’unica classe di costi inerenti le immobilizzazioni materiali, identificata con il termine manutenzioni, che, unitamente alle quote di ammortamento, concorrono a esprimere il contributo che le immobilizzazioni producono sui risultati economici. Le manutenzioni ordinarie, dunque, se comportano il mantenimento in efficienza degli strumenti di produzione devono esser giudicate come costi ricorrenti al pari dei consumi, ma se, invece, portano miglioramenti sulla "top line" (aumento delle vendite) e sui costi (riduzione dei consumi), devono esser valutati come incremento delle attività economiche.
Gli strumenti di rilevazione degli output e di gestione dell'archivio degli asset hanno un incomparabile valore, che accresce con l'aumentare della massa gestita.

lunedì 3 aprile 2017

Geo-localizzazione passiva: poco costo molta resa


Uno dei problemi che spesso si pone quando si gestiscono numerosi asset "movibili" è ....sapere dove si trovano.
Quando ci si trova in un ambito confinato, all'interno di un edificio, se non si dispone di una piattaforma di geolocalizzazione basata su algoritmi di triangolazione di segnali e antenne diffusi e generati dai nostri asset, la gestione diventa complessa.
Ma, approfittando di una mappa (o layout) anche tridimensionale sul quale realizzare un set di coordinate di riferimento, possiamo, con l'ausilio di un "geo-tag" NFC produrre un accoppiamento sicuro tra il nostro asset "movibile" e la sua localizzazione.
Con un Software di gestione che proponga un passaggio obbligato di localizzazione dell'asset, la certezza di un archivio ben organizzato che ci porti velocemente ad individuare tutte le proprietà è possibile a basso costo.
I passaggi sono semplici.
Utilizzeremo i Tag NFC (che chiameremo "geo-Tag") memorizzando al loro interno i dati di posizione che avremo definito sul layout del nostro edificio, con coordinate di tipo geometrico (in metri da un punto di riferimento), o per riferimento pratico ("magazzino 1", "locale macchine", etc).
Anche la dimensione verticale è così facilmente gestibile.
In un immaginario supermercato a due piani, il "geo Tag" potrebbe dirci, in lettura: C1, L10, P2..... Traduzione (conoscendo la mappatura della proprietà): Corsia 1, Lampada 10 al Piano 2.
Potremo piazzare tanti "geo Tag" quanti necessari per creare un reticolo di riferimento.
Dunque, se nel software associato al posizionamento di un asset, dopo averlo "nominato", si obbliga al passaggio di lettura del "GeoTag" associato, saremo certi della gestione intelligente e georeferenziata da parte del personale preposto.
Certo, se gli asset saranno movibili e senza vincoli alla loro posizione, c'è il rischio che qualcuno li possa spostare, perdendoli.
Un buon lucchetto è quanto basta!
La Redazione

venerdì 24 marzo 2017

Come si può usare l’NFC per la gestione degli Asset?


Un Tag NFC industriale per asset management
L’NFC può essere utilizzato in modo molto efficace per gestire i beni materiali (asset). Il sistema è molto semplice. Un tag NFC è collegato a ciascun elemento da gestire e il personale legge l'etichetta con un telefono abilitato NFC durante le operazioni all’interno dei processi stabiliti. Con questo semplice gesto è possibile seguire il “cosa” (la proprietà che è stata etichettata), il “chi” (l'identità della persona che legge il tag), il “dove” (geolocalizzazione) ed il “quando”. Tutta l’efficienza possibile con un semplice gesto.
Tuttavia questo è solo un esempio delle possibilità. Eccone altri:
- di solito il posizionamento con il GPS non è molto preciso; in genere non funziona in ambienti chiusi o sotterranei, e non ti dice a quale livello si trovi. Utilizzando i tag NFC di riferimento è possibile ottenere ulteriori e precise informazioni sulla posizione del tag e del bene collocato in posizioni fisse
- Non è necessario allocare sui telefoni NFC un riconoscimento della persona. I telefoni NFC possono essere anonimi e leggere l'identità della persona che lo utilizza in qualsiasi momento dai suoi badge di identificazione abilitati NFC.
- È possibile raccogliere informazioni supplementari al di là del “cosa”, “dove”, “chi” e “quando” di cui sopra con il lancio di un app quando i tag sono letti e chiedere alla persona di aggiungere le informazioni da una domanda a scelta multipla, registrare un messaggio vocale, scattare una foto o scrivere una nota di testo . In questo modo è possibile aggiungere il giudizio e le osservazioni che solo una persona potrebbe aggiungere mentre si allevia la persona stessa dalla raccolta di tutte le informazioni che possono essere facilmente ottenute dalla tecnologia.
È inoltre possibile utilizzare un processo simile per dare istruzioni alla persona quando legge un tag, ad esempio, che cosa fare con questo asset, che cosa farne dopo, etc.
Accoppiato ad una applicazione di back-end ben progettata è possibile gestire le domande e le istruzioni di tutti i dati acquisiti e gestire facilmente il tutto a livello centrale.
L'intero sistema potrà fornire un cruscotto che mostra la situazione generale, generando avvisi quando le condizioni specifiche sono soddisfatte, ad esempio se un asset non è stato identificato/visitato per più di 3 giorni.

La Redazione

giovedì 23 marzo 2017

Il patrimonio va valorizzato: crowd data mining


Il "Crowd" è la folla delle persone che o rispondono a una chiamata di partecipazione (ad es. il "crowdfunding") o che, attraverso azioni che intraprendono dopo aver ricevuto input da un forum, lasciano una traccia di informazioni che può essere indagato (mined) per nuova conoscenza.
Queste sessioni possono considerare una varietà di approcci che utilizzano il "crowd" come risorsa per abilitare azioni di marketing, ricerche biomediche o interazioni di manutenzione.
La disponibilità di strumenti di questo tipo crea un patrimonio di conoscenza (data base) di informazione grezza. Il vantaggio degli approcci crowd-driven è che implica una riduzione dei costi, un aumento del numero di darti disponibili, e la creazione di ambienti più vicini al mondo reale.
Esempi di cooperazione crowd sono il dato di "funzionamento" di uno smartphone in un centro commerciale (dopo logging sulla rete wifi). La verifica degli interessi, della posizione e dei tempi di stazionamento, delle connessioni e molto altro ancora registrabile tramite la volontaria messa a disposizione di dati come questi in un ambiente angusto, può produrre feedback ragionati di geologistica e creazione di layout opportuni, creazione di campagne   advertising e valutazione dei servizi del centro commerciale, etc. etc.  In questo senso, l'applicazione in opera al centro commerciale di Arese "Il Centro", definita da STS sulle specifiche dell'operatore, è particolarmente interessante.
"I primi risultati, che hanno ormai una significativa statistica di migliaia di connessioni abilitate, ci stanno mostrando possibilità decisamente incredibili, con dati condivisi e diffusi che ci parlano della popolazione che fruisce del centro" ci racconta Heros Gabello, amministratore di STS. "La chiave strategica è rendere disponibile un servizio, la connettività wi-fi, che, senza invadere la privacy di alcuno, consenta di raccogliere le valutazioni obiettive, fisicamente provate, dai, ad esempio, tempi di permanenza in certe zone, utilizzo di funzioni smart come i lettori di QR code, etc. Pensare ad una migliore gestione del centro commerciale, sebbene di successo, non è mai un lavoro inutile. Ogni servizio ha un costo, ma la certezza di poterne misurare la redemption da a queste applicazioni crowd una forza che prima con la valutazione "off-line" non era possibile".
Lo studio ed il tracking dei segnali dei visitatori, con una sorta di geolocalizzazione interna, aumenta la possibilità di valorizzare in modo appropriato l'attrattività di alcune aree del centro, la bontà dei servizi offerti, supporta le decisioni di rilocalizzazione e molto altro.
"Le prospettive che intravvediamo sono enormi" dice ancora Gaballo.
Uno dei problemi che hanno anche i finanziari, è l'apprezzamento della veridicità delle poste di bilancio relative alla valorizzazione degli immobili. Riuscire a discernere tra queste sulla base di dati obiettivi fornirà anche al sistema bancario un enorme supporto di trasparenza e di forza per il sistema economico del nostro Paese.
La Redazione

lunedì 13 marzo 2017

L’Enterprise Asset Management come fattore di successo gestionale e di sostenibilità



Gestione patrimonio tecnologica
Per tutte le organizzazioni, sia pubbliche che private, gli asset generano (o possono generare) valore perché sono il punto di partenza per fornire ai propri clienti o interlocutori il servizio o il prodotto atteso.
Gli asset, tangibili e intangibili, devono essere opportunamente gestiti per garantire la soddisfazione degli stakeholder e la vita stessa dell’organizzazione.
Gestire gli asset significa individuarli, definirne le caratteristiche, selezionarli, acquisirli se necessario, svilupparli, mantenerli in efficienza, curarne il fine vita e la sostituzione.
Da una corretta gestione degli asset deriva maggiore capacità di allocare investimenti dove maggiormente produttivi, di assumere decisioni sulle direzioni di sviluppo, di pianificare le azioni e di valutare i risultati.
Ne consegue una sensibile riduzione del rischio d’impresa le cui variabili sono costantemente tenute sotto controllo e le cui evidenze possono essere oggetto di confronto con gli stakeholder generando un incremento di reputazione della organizzazione.
L’efficienza unita all’esigenza di una riduzione dei costi, fanno dei tutte le soluzioni per la gestione degli asset il sistema dell’Enterprise Asset Management, che diventa uno degli elementi cardine del successo di un’azienda.
L’Enterprise Asset Management può essere inteso come l’insieme dei processi e dei sistemi informativi a supporto della gestione degli asset aziendali, siano essi fisici (infrastrutture, impianti, veicoli, ecc.) o meno.
La gestione degli asset ha oggi rilevante importanza in tutti settori industriali: utilities, sanità, aeroporti,  service provider, trasporti, etc.
Una corretta gestione degli asset permette all’azienda un adeguato bilanciamento tra costi, opportunità e rischi a fronte di obiettivi di performance dei propri asset per garantire il raggiungimento degli obiettivi e degli standard qualitativi aziendali.
In tale contesto, da alcuni anni diverse aziende hanno iniziato ad occuparsi di risolvere le varie problematiche connesse alla gestione degli asset, dei processi che li governano e dei servizi ad essi correlati, garantendo ai clienti anche attività di consulenza ingegneristica.
Tipicamente i benefici che una azienda ottiene grazie all’adozione di un sistema del sistema di Enterprise Asset Management sono:
       Raccogliere, consolidare e analizzare le informazioni essenziali relative a tutte le tipologie di asset
       Gestione automatizzata dei processi inerenti la manutenzione degli asset, il ciclo passivo, e altri personalizzabili mediante workflow da parte dello stesso utente del sistema
       Estendere la vita utile di tutti gli asset o attrezzature, aumentare il ritorno degli investimenti e posticipare eventuali nuovi acquisti
       Tracciabilità online ed in tempo reale dell’intero processo di manutenzione “a caduta” o di manutenzione programmata
       Monitoraggio real-time del costo complessivo in riferimento all’intero ciclo di vita dell’asset
       Semplificazione della gestione dei contratti inerenti gli asset aziendali
       Aumentare il livello di governo e controllo, riducendo così i rischi operativi
       Garantire aspetti di analisi e supporto alla decisione
       Monitoraggio degli SLA (Service Level Agreement)
La gestione degli asset è anche gestione di sostenibilità, che consente il monitoraggio continuo dello stato e del comportamento degli asset, l’analisi dei dati per rilevare le tendenze principali e le eventuali anomalie, la previsione delle problematiche inerenti alle performance e l’ottimizzazione del processo decisionale.
In ambito di verifica delle prestazioni sarà importante orientare le riflessioni dell’azienda alla manutenzione preventiva e manutenzione predittiva, dalla gestione della domanda energetica e delle emissioni alla manutenzione basata sul rischio per le società che operano ad esempio nel settore biomedico, dalla gestione della flotta per le aziende di trasporti alla gestione degli asset lineari per l’industria del gas e del petrolio, dalla tracciatura degli asset alla manutenzione basata sulle condizioni per il settore pubblico e molto altro ancora.
La gestione degli asset in termini di sostenibilità consente:
consente di:
       Focalizzarsi sul lato della domanda del consumo energetico.
       Monitorare l’utilizzo dell’energia e il costo degli asset.
       Prendere decisioni migliori disponendo di una visione più completa delle spese di esercizio e manutenzione, compreso l’impatto ambientale.
       Visualizzare, rilevare in automatico e prevenire gli sprechi di energia.
       Inviare notifiche automatiche e trasferire il problema al livello adeguato per assicurare una risposta tempestiva.
       Individuare dove e come ridurre l’impatto ambientale.
       Gestire le emissioni di carbonio.

 A livello di standard, la norma ISO 55001 supporta le organizzazioni a definire i requisiti di un sistema di gestione degli asset con il fine di migliorarne l’efficienza e l’efficacia per raggiunger obiettivi di sostenibilità e performance.

La norma ISO 55001 che si basa su criteri oggettivi, ed è l’elemento che rende completo il panorama dei diversi schemi che delineano il perimetro dei sistemi di gestione  perché è elemento che consente di considerare, e soprattutto integrare, tutti gli aspetti che caratterizzano il ciclo di vita di un ‘bene’ (asset).
Le organizzazioni che operano nei settori e filiere di real estate e facility management e che operano in mercati, nazionali e internazionali, fortemente competitivi sono le più convolte  in una gestione degli asset sempre più efficace  in termini di ottimizzazione dei beni in quanto valore e un incremento dei livelli di sostenibilità, sicurezza, efficienza e performance.
La Redazione